Giuseppe Parini nato a Bosisio presso Milano, nel 1729, appare nella seconda metâ del'700 non solo come il rinnovatore della poesia italiana.Ebbe un atteggiamento problematico nei confronti dell'Illuminismo francese (Voltaire e Rousseau)."…quando ebbe notizia di ciò che accadeva nella violenta Rivoluzione francese, gettò molt'acqua sul fuoco."
Ne respinse le posizioni antireligiose ed edonistiche; credendo nella religione come principio di ordine civile e rifiutando le maniere violente.Credette nella paritâ e uguaglianza degli uomini e nella necessitâ di riconoscere ad ogni individio, a prescindere dalla classe sociale, una pari dignitâ umana.
"A detta del De Santis, il magior critico dell'800, Parini è l'uomo della nostra letteratura, colui che ha ridato dignitâ alla parola, caduta nel cattivo gusto nell'arte barocca prima e dal melodrama dopo. Parini intese la letteratura e l'arte quale supreme magistero educativo, in grado di migliorare la societâ"
Si impegnò a diffondere con le sue poesie una moderata razionalitâ in tutta la vita sociale, cercando di rimuovere I pregiudizi e le prepotenze che deformano I reali rapporti fra uomini e a far sviluppare le conoscenze pratiche capaci di renderli piu felici.
Parini criticò la classe aristocratica sul piano economico perchè spese le ricchezze che derivarono dal lavoro altrui. Il loro ozio perchè non si dedicarono allo studio ed anche nel piano civile perchè non cercarono di farsi amare dal pubblico.
Ma ciò non significa ch'egli abbia voluto un annientamento dalla nobilitâ, tutt'altro, egli volle semplicemente un cambio di rotta di certi nobili, che utilizzarono la loro superbia per far valere la loro posizione sociale.
La nobiltâ non dovrebbe essere eliminata ma dovrebbe p